Il Social Media Manager dell’INPS: io lo capisco e comprendo. Davvero.

INPS - Social Media Manager

Vi riporto qui di seguito un “attimo di sfogo” di questa mattina su facebook riguardo la vicenda del Social Media Manager dell’INPS.

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Ecco.
A proposito di tutta questa storia: ricordiamoci dell’ ironia! Possibile che ogni cosa vada commentata, sviscerata, insultata, riconosciuta, odiata o che altro?

Non sono solita a questo tipo di uscite, ma in giro ho letto commenti, anche da professionisti dei social, ALLUCINANTI!
Il Social Media Manager dell’ INPS ha sbagliato?
Ha svolto male il suo lavoro?
O forse, che forse, è stato tutto intenzionale?
Nessuno che abbia pensato o ipotizzato quest’ultima opzione.

L’Inps è tendenzialmente odiata da tutti quanto l’agenzia delle entrate, credo. Magari, dietro a tutto ciò, c’è stato un fottuttissimo lampo di genio del SMM che ha semplicemente usato “il male di vivere” dell’italiano medio e l’ha riportato sui social:

  • vi lamentate, ma non fate;
  • siete in grado di fare i selfie ma non di chiedere un pin,
  • avete la brillante idea di scrivere informazioni personali nei commenti però poi vi lamentate della privacy violata..

E quindi vi sentite toccati nel profondo, vero?

SBAM!!! Risultato ottenuto dall’INPS.

Magari si tratta solo di un tono di comunicazione? Accettabile o meno. Ma intanto:

  • ne parlate tutti
  • l’avete condiviso tutti
  • è diventato virale
  • sono aumentati i seguaci
  • il SMM è diventato un idolo

Cosa c’è di diverso dagli influencer che seguite per bere delle tisane?!

Ok, l’istituzionalità. Ma vogliamo parlare di qualcuno che dovrebbe essere più istituzionale dell’INPS ma si fa i selfie mentre mangia la nutella?!?!

Quindi…

Il Marketing (e facebook ne è uno strumento, ma molti di voi ancora lo ignorano, tanto da rendere il mio lavoro una lotta continua – ndr) è una battaglia di percezioni. Le percezioni si inducono e voi le incamerate in base al vostro vissuto. Il vostro vissuto è esperienza: il principale archetipo che vi farà scegliere e decidere in merito a ciò che vedete, scegliete, acquistate.

In questo caso avete percepito che uno che lavora si è semplicemente rotto le scatole di rispondere a domande di merda.

Come voi.

Come voi che non sopportate l’ennesima richiesta di un cappuccino, ma in tazza piccola, di vetro, poca schiuma, non troppo caldo, di soia e una spolverata di cacao magro perché sto a dieta.

Come voi che non sopportate l’ennesima richiesta di una 42 che mi sta sicuramente contro la realtà che ci vorrebbe una 46 ma non avete il coraggio di dire “sembri una lonza così”.Come voi che “scusa, la cucina è ancora aperta?” e sono le 2 di notte passate e magari state passando lo straccio.

Come me.
“E che ci vuole a gestire una paginetta facebook?”
Ecco che ci vuole.

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